s.f.
Inerzia colpevole di chi non agisce per viltà o pigrizia morale.
inerzia, viltà, accidia
Dal latino 'ignavia', da 'ignavus' «inerte», da 'in-' e 'gnavus' «attivo».
Dante mette gli ignavi nell'antinferno, «a Dio spiacenti e a' nemici sui»: non meritano nemmeno l'inferno, perché non hanno mai scelto.
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